Il Bike Track Test 2026

Seguici per il nuovo test

Non perderti gli aggiornamenti

Guarda il video del Bike Track Test

Venerdì 5 giugno: Edolo - Casazza

“Non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi.”
— Antoine de Saint-Exupéry

Siamo partiti da Edolo sotto un cielo incerto, accompagnati da nuvole che sembravano voler custodire il paesaggio. Poi, chilometro dopo chilometro, la luce ha vinto la sua battaglia e il sole ha iniziato a illuminare la Valle Camonica, regalandoci una giornata straordinaria.
Pedalando lungo il tracciato della futura Monaco–Milano abbiamo avuto ancora una volta la conferma di quanto sia importante investire in infrastrutture capaci di collegare territori, persone e opportunità.

Perché le ciclabili non sono semplici opere pubbliche. Sono ponti tra comunità. Sono strumenti di sviluppo. Sono una dichiarazione di fiducia nel futuro.

Tra i momenti più divertenti della giornata, l’arrivo sulla “Cima Coppi” del Sindaco di Pedrengo, accolto da un affettuoso e ironico: “Ti odioooo Bòòòllliiiissss!”
La frase che ogni ciclista pronuncia davanti a una salita impegnativa e che, in realtà, significa semplicemente una cosa: grazie per averla resa possibile.

A Darfo Boario Terme ci ha accolto Fedabo, realtà che rappresenta un esempio concreto di innovazione e sostenibilità. Entrare in questa azienda significa comprendere come visione, competenza e attenzione alle persone possano convivere e generare valore. Una tappa che ci ha lasciato stupiti e che dimostra come il cambiamento non sia qualcosa da attendere, ma qualcosa che si può costruire ogni giorno.

Nel pomeriggio abbiamo raggiunto Endine , dove abbiamo avuto l’onore di partecipare all’inaugurazione del nuovo collegamento ciclopedonale tra il Lago di Gaiano e il Lago di Endine. Un’opera che va oltre il semplice valore infrastrutturale. Ogni nuovo tratto ciclabile, ogni passerella, ogni connessione realizzata rappresenta un tassello di una rete più grande che rende i territori più accessibili, più sicuri e più attrattivi. Ad accoglierci il Sindaco Marco Zoppetti insieme a numerosi amministratori. Volti, strette di mano e confronti che raccontano una politica concreta, fatta di progetti, investimenti e visioni capaci di guardare oltre il presente.

Perché una ciclovia non è una linea tracciata su una mappa.
È economia. È turismo. È qualità della vita. È un’opportunità che resta.

Gli ultimi chilometri verso Casazza sono stati un piccolo regalo della natura. Il lago, le montagne e la luce dorata della sera ci hanno accompagnato fino al Bed Bike Center di Walter Negrinelli. Una struttura che rappresenta perfettamente ciò che il cicloturismo può diventare quando incontra passione, competenza e capacità imprenditoriale.

Accoglienza, servizi, attenzione ai dettagli e una cultura dell’ospitalità che nulla ha da invidiare alle migliori realtà del Nord Europa. Una visione trasformata in realtà.

La giornata si è conclusa con 93 chilometri nelle gambe, una cena tipica condivisa sotto il cielo della Valle Cavallina e uno spettacolo inatteso: il luccichio delle lucciole nel silenzio della sera.

In momenti come questi si comprende che il viaggio non serve soltanto ad arrivare. Serve a riconoscere il valore delle persone che costruiscono il futuro.

Amministratori, tecnici, imprenditori e volontari che, ciascuno nel proprio ruolo, stanno rendendo possibile qualcosa che fino a pochi anni fa sembrava soltanto un’idea.

Grazie MoMi.
Perché ogni giorno ci ricorda che le infrastrutture più belle non sono quelle che attraversiamo.

Sono quelle che lasceremo a chi verrà dopo di noi.

Giovedì 4 giugno: Revò - Edolo

Giorno 4 Da Revò a Edolo, passando dal Passo del Tonale
“La vera scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi.” — Marcel Proust

E forse è proprio questo che stiamo facendo. Non stiamo semplicemente attraversando territori. Stiamo imparando a guardarli con occhi nuovi.
Quella di oggi è stata una giornata che difficilmente dimenticheremo. Una di quelle giornate che ti entrano dentro e che, una volta vissute, ti cambiano un po’.
Siamo partiti da Revò avvolti dall’aria pungente del mattino. Davanti a noi montagne, vallate e chilometri da conquistare. Abbiamo iniziato con una lunga discesa, quasi una carezza della strada, attraversando luoghi di una bellezza che lascia senza parole.

Poi Vermiglio, i suoi laghetti e l’incontro con chi ogni giorno lavora perché questi territori possano essere vissuti e attraversati in modo sostenibile.
Qui siamo stati accolti dagli amministratori locali per l’inaugurazione delle migliorie apportate al collegamento ciclabile che conduce verso il Passo del Tonale. Chi aveva affrontato questa salita lo scorso anno ricorda bene quanto fosse severa e impegnativa. Oggi abbiamo trovato un percorso più sicuro, più accessibile e più accogliente.
Non è soltanto una pista ciclabile. È una dichiarazione d’amore verso il territorio. È la dimostrazione concreta che quando un amministratore guarda oltre il proprio mandato e immagina il futuro, lascia qualcosa che resta.

Poi è arrivata lei. La salita.
Lunga. Faticosa. Esigente. Quella che ti obbliga a dialogare con te stesso. Pedalata dopo pedalata, respiro dopo respiro, abbiamo conquistato il Passo del Tonale. E a scrivere una delle pagine più belle della giornata sono state quattro donne del gruppo, le prime a raggiungere la vetta.
Non una gara. Un simbolo.
La dimostrazione che la determinazione spesso va molto più lontano della forza.

Quando finalmente il Tonale si è aperto davanti a noi, l’emozione è stata forte. Perché certi luoghi non si raggiungono soltanto con le gambe. Si raggiungono con il cuore. Dal Passo del Tonale in poi non abbiamo pedalato da soli. Ad accompagnarci c’erano i Carabinieri in bicicletta, presenza rassicurante e amica lungo il cammino. In un tempo in cui spesso si parla di distanze tra istituzioni e cittadini, vederli condividere la stessa strada, lo stesso vento e gli stessi panorami è stato un messaggio potente: la sicurezza può avere il volto della vicinanza, dell’ascolto e perfino di una pedalata condivisa. A loro desideriamo rivolgere un ringraziamento speciale per il prezioso servizio svolto e per la tutela che ci hanno garantito lungo il percorso. Sapere di poter contare sulla loro presenza ci ha consentito di pedalare con maggiore serenità, concentrandoci sulla strada e sulla bellezza dei luoghi attraversati. La loro disponibilità, la professionalità e il loro spirito di servizio rappresentano un valore enorme, spesso silenzioso ma fondamentale. Perché chi protegge senza cercare applausi merita sempre il nostro rispetto e la nostra gratitudine.

Da lì è iniziata quella che ormai chiamiamo affettuosamente la fase del “DISCESÙ”. Una lunga discesa attraverso la Valle Camonica che ci ha accompagnati fino a Iscla, dove ci attendeva un’altra emozione. L’inaugurazione della nuova passerella ciclopedonale sul fiume Oglio.
Musica, sorrisi, strette di mano, amministratori, cittadini e tanta partecipazione hanno reso questo momento particolarmente significativo.
Un ponte che non unisce soltanto due sponde. Unisce persone. Unisce comunità. Unisce visioni.

Ed è proprio qui che nasce una riflessione. Che cosa lascia dietro di sé un ciclista quando passa?
Non lascia rumore.
Non lascia smog.
Non lascia consumo.
Lascia incontri.
Lascia racconti.
Lascia curiosità.
Lascia la prova concreta che si può attraversare il mondo senza ferirlo. E soprattutto lascia una domanda.
Che cosa vogliamo vedere davanti a noi?
Perché il ciclista, quando guarda avanti, non cerca semplicemente una strada.
Cerca una visione. Cerca amministratori capaci di costruire ponti anziché muri.
Cerca comunità che comprendano che una ciclovia non è una spesa, ma un investimento. Cerca territori che abbiano il coraggio di credere che il futuro possa essere più lento, più umano e più bello.

Forse è proprio questo il significato più profondo del Monaco–Milano Bike Track Test. Non stiamo semplicemente verificando un percorso. Stiamo raccogliendo prove. Prove che un’altra mobilità è possibile. Prove che il cicloturismo genera economia, relazioni e cultura. Prove che ogni pista ciclabile, ogni passerella, ogni collegamento realizzato rappresenta un pezzo di futuro consegnato alle prossime generazioni.

Per questo vogliamo ringraziare tutti gli amministratori, i tecnici, le associazioni e le comunità che in questi giorni ci stanno accogliendo e stringendo la mano. A noi piacciono le persone che fanno.
Quelle che progettano. Quelle che costruiscono. Quelle che credono che il cambiamento sia possibile e lavorano ogni giorno perché diventi realtà.

Questa sera ci ritiriamo stanchi, con le gambe pesanti e il cuore leggero. Domani ci attende la penultima tappa.
Altri chilometri. Altre emozioni. Altri incontri.
Ma con una certezza che oggi, più che mai, ci accompagna: I ponti più importanti non sono quelli che attraversano i fiumi. Sono quelli che uniscono le persone. E noi continueremo a costruirli nel modo che conosciamo meglio.
Pedalando.

Mercoledì 3 giugno: Passo del Brennero - Lago di Santa Giustina (località Revò)

GIORNATA MONDIALE DELLA BICICLETTA
Terzo giorno in sella della Monaco-Milano Bike Track Test.
147 chilometri nelle gambe.
Ma soprattutto 147 chilometri negli occhi e nel cuore.

Siamo partiti questa mattina dal Passo del Brennero e siamo arrivati a Revò, sul Lago di Santa Giustina, attraversando paesaggi meravigliosi, incontrando persone speciali e aggiungendo nuovi tasselli a questo incredibile viaggio da Monaco a Milano.
A Bolzano abbiamo salutato l’amica Ulrike presso Salewa, dove siamo stati accolti con un pranzo davvero di tutto rispetto. Un momento prezioso, reso ancora più bello dalla presenza del Sindaco di Pedrengo la Piccola Copenaghen 2025, Simona D’Alba, di Ozzir Rizzo, anima di Pedala Martesana, e di Gianni Macario, che da oggi condividono con noi questa avventura.
Da lì siamo ripartiti verso il Lago di Caldaro accompagnati da Bettina, storica anima del Giro delle Dolomiti, insieme a un suo collaboratore che ci ha guidati lungo uno dei tratti più suggestivi della giornata.
In cima alla Mendola ci attendeva Sergio De Romedis, figura di riferimento del cicloturismo trentino e grande promotore delle reti ciclabili del territorio. Da anni lavora per costruire collegamenti, opportunità e cultura della mobilità dolce, contribuendo a fare del Trentino uno dei territori più avanzati d’Europa per chi sceglie di viaggiare in bicicletta.

E poi c’è qualcosa che nessuna statistica, nessun convegno, nessun contatore e nessuna presentazione potrà mai raccontare davvero.
Sono i sorrisi. I saluti.
Le mani che si alzano quando due ciclisti si incrociano lungo una strada, una ciclabile, una salita o una discesa.
Persone che non si conoscono, che probabilmente non si incontreranno mai più, ma che per un attimo si riconoscono.
Perché chi pedala sa.
Sa cosa significa affrontare il vento contrario.
Sa cosa significa la fatica.
Sa cosa significa arrivare.
E allora quel semplice gesto diventa un linguaggio universale.

Partire dal Brennero e arrivare a Revò con 147 chilometri nelle gambe non è una prestazione.
È una dichiarazione d’amore.
Per i territori.
Per le persone.
Per la libertà.
Per la bicicletta.
Perché alla fine il vero significato di tutto questo è uno soltanto:
ESSERCI. 

Terzo giorno della Monaco-Milano Bike Track Test. Terzo giorno di fatica, incontri, amicizia e bellezza. E la sensazione, sempre più forte, che la bicicletta riesca ancora a unire persone, territori e sogni.

Martedì 2 giugno: Achenkirch - Passo del Brennero

MONACO–MILANO CICLOVIA | Secondo giorno in sella 
Oggi la sfida era di quelle vere. 90 chilometri, vento contrario per gran parte del percorso, salite impegnative e gambe che, inevitabilmente, iniziano a ricordarti i chilometri già percorsi. Siamo arrivati al Brennero stanchi, molto stanchi, ma anche profondamente soddisfatti.

Questa avventura, però, non è soltanto una prova sportiva. È soprattutto un viaggio fatto di persone, territori, idee e relazioni.
Lungo il percorso abbiamo incontrato amministratori, tecnici, associazioni e cittadini che ci hanno raccontato le loro esperienze e i loro progetti. Ogni incontro conferma quanto una ciclovia non sia semplicemente una pista su cui pedalare, ma una straordinaria opportunità di crescita, sviluppo e collaborazione tra comunità.

Tra i momenti più belli della giornata, la visita al Museo Swarovski di Hall Wattens. Un regalo davvero inaspettato e prezioso. Desidero ringraziare di cuore Swarovski e l’ente di promozione turistica che ci hanno accolti con grande cortesia, permettendoci di visitare questo luogo straordinario, offrendoci un momento di ristoro e donandoci anche un graditissimo ricordo della visita.

Fa piacere vedere come, accanto alle istituzioni, all’aeroporto BGY , al CSI ,scelgano di sostenere questo progetto anche realtà imprenditoriali di livello internazionale.
A TUTTI LORO,E NON SONO POCHI ,UN GRAZIE IMMENSO.
Li trovate citati qui www.momitransalp.com

Una grande azienda austriaca come Swarovski, conosciuta e apprezzata in tutto il mondo, ha voluto esserci. Così come ha scelto di sostenere il nostro Bike Test una realtà d’eccellenza italiana come Agnelli Pentole, che ha contribuito concretamente alla realizzazione di questa iniziativa.

È un segnale importante: quando il pubblico, il privato, il mondo associativo e i territori lavorano nella stessa direzione, i progetti prendono forma e diventano realtà.

Nel pomeriggio abbiamo raggiunto Innsbruck e successivamente affrontato la salita verso il Passo del Brennero, dove siamo stati accolti dalle autorità locali in occasione dell’inaugurazione di un nuovo tratto ciclabile.

Ora siamo qui, al confine tra Austria e Italia.

Domani ci aspetta un’altra tappa importante. Pedaleremo per raggiungere il Passo della Mendola, prima di iniziare la lunga discesa che ci riporterà progressivamente verso la Lombardia.

La stanchezza c’è.
Ma c’è anche la consapevolezza di stare vivendo qualcosa di speciale.
Perché ogni chilometro percorso continua a ricordarci una verità semplice: la bicicletta unisce territori, persone e culture e domani è la sua giornata MONDIALE.

E questa ciclovia che collega tre nazioni ne è la dimostrazione più bella. 

Buona notte dal Brennero, con le gambe affaticate ma il cuore pieno di gratitudine e meraviglia. 

Lunedì 1 giugno: Monaco di Baviera - Achenkirch

Pre Test maggio 2026

Un atto d’amore per il territorio e per chi sogna un futuro sostenibile: questo progetto pedala verso un mondo in cui la mobilità è libertà, cultura e rispetto.